Le Recensioni
LE NOZZE DI FIGARO ovvero "Non c'è Rosina senza spinetta" PDF Stampa E-mail
Scritto da Andrea Merli   

Toulouse

LE NOZZE DI FIGARO - Wolfgang Amadeus Mozart

Il conte Almaviva: Andrew Schroeder. La contessa: Ricarda Merbeth. Susanna: Anna-Catherine Gillet (Amel Brahim-Djelloul 22/11). Figaro: Alex Esposito (Nicolas Cavalier 22/11). Cherubino: Blandine Staskiewicz. Marcellina: Daniela Mazzucato. Don Bartolo: Luciano di Pasquale. Don Basilio: Rodolphe Briand. Don Curzio: Riccardo Cassinelli. Barbarina: Amel Brahim-Djelluol (Khatouna Gadelia 22/11), Frédéric Caton. Direttore: Marco Armiliato. Robert Gonnella (cembalo). Regia e scene di Marco Arturo Marelli, regia ripresa da Enrico De Feo. Costumi di Dagmar Niefind. Luci di Friederich Eggert. Théatre du Capitole, 21 novembre.

La battuta del Principe de Curtis, nell’esilarante film “Figaro qua, Figaro là” molto liberamente ispirato al Barbiere di Siviglia (per la demenzialità della trama, non dicasi di Rossini e men che meno di Beaumarchais) viene pronunciata dall’incomparabile Totò, allorquando il burbero Don Bartolo gli ingiunge di sedersi alla spinetta. Il finto maestro di musica, Figaro/Totò non già il Conte d’Almaviva, interpretato dalla “spalla” Gianni Agus, esclama filosoficamente: “E già, non c’è Rosina senza spinetta!”.

 
LA TRAVIATA ... in spagnolo! PDF Stampa E-mail
Scritto da Andrea Merli   
 LA TRAVIATA, el drama intimo de Verdi

(saggio per il programma di sala di Santa Cruz de Tenerife)

 

Ah! Os gusta la Traviata? Esta pobre pecadora tan desafortunada en Venecia! Intentaré subirla al honor del mundo. (Carta de Verdi a Cesare De Sanctis, 16 de febrero 1854)

 

Sobre La traviata de Verdi, que vino a completar la llamada "trilogia popular" del Cisne de Busseto, la que comprende los exitosos titulos de Rigoletto (Teatro La Fenice, Venecia 11 de marzo de 1851) y de Il trovatore (Teatro Apollo, Roma 19 de enero de 1853) se han vertido rios de tinta desde el dia en que se estrenò, el 6 de marzo de 1853, en el Teatro La Fenice de Venecia.

 
TURANDOT PDF Stampa E-mail
Scritto da Andrea Merli   

Opera insolita ed insoluta 

(saggio per il programma di sala del Teatro Ventidio Basso di Ascoli Piceno) 

Il suggerimento di musicare Turandot venne da Renato Simoni, librettista dell'opera con Giuseppe Adami, a Puccini con ogni probabilità ai primi di marzo del 1920. Venuta a meno, per la morte di Giacosa, la coppia Giacosa-Illica che al Sor Giacomo aveva fornito i libretti di Bohème, Tosca e Butterfly, il compositore si stava orientando sull'Adami, che gli aveva già fornito la Rondine nel 1917 e il Tabarro, opera che apre il Trittico, nel '18. Lo aveva affiancato come compagno di viaggio al Simoni, che conosceva ed apprezzava da parecchio tempo, non già per sfiducia ma perché Puccini amava il lavoro d'equipe e si conosceva bene in fatto di esigenze drammaturgiche.

 
Per favore, non mordetemi sul collo PDF Stampa E-mail
Scritto da Andrea Merli   

Bologna

DER VAMPYR - Heinrich August Marschner

Herry Peeters, Carmela Remigio, John Osborn, Detlef Roth, Roberto Tagliavini, Manuela Bisceglie, Paolo Cauteruccio, Donata D’Annunzio Lombardi, Thomas Morris, Mario Bolognesi, Gabriele Ribis, Conal Coad, Monica Minarelli, Karl Heinz Macek, Adrian Sampetrean. Direttore: Roberto Abbado. Regia: Pier Luigi Pizzi. Teatro Comunale, 15 novembre.

 

L‘opera romantica tedesca, tolta la sporadica apparizione nei nostri teatri del weberiano Franco Cacciatore, continua ad essere un‘illustre sconosciuta. La formula di Singspiel, che alterna il canto al parlato, non tragga in inganno: non si tratta di un genere “minore”, assimilabile, nella mentalità piena di pregiudizi di buona parte della così detta “intellighenzia” nostrana, all’operetta, genere ormai sconosciuto ai più. Heinrich August Marschner (Zittau 1795 - Hannover 1861) come del resto il più prolifico Albert Lortzing (quanto dovremo attendere per avere una delle sue opere sulle nostre scene? La sua vasta produzione è un autentico scrigno di gioielli) hanno scritto delle opere musicalmente e teatralmente godibilissime che, oltre a riflettere un colore locale, riscontrabile in ritmi e melodie tipicamente nordici, forniscono una chiave di lettura anche per intendere l’evoluzione del teatro musicale d’area tedesca che è passa da Weber a Wagner, non a caso ammiratore del compositore sassone al punto di scrivere testo e musica per un nuovo allegro in coda all’aria del tenore “Wie ein schoner Fruhlingsmorgen” nel secondo atto.

 
Ma parli come badi! Ovvero, arridatece la Vedova! PDF Stampa E-mail
Scritto da Andrea Merli   
Milano

LA VEDOVA ALLEGRA – Franz Lehar

Wolfgang Bandel, Nino Surguladze, Will Hartmann, Eva-Maria Westbroek, Dimitry Korchak, David Adam Moore, Alex Kaimbacher, Alessandro Paliaga, Francis Dudziak, Andrea Snarski, Philippe Daverio. Direttore: Asher Fisch. Regia: Pier Luigi Pizzi. Teatro alla Scala, 11 novembre.

Alla Scala bisogna essere filologici e la vecchia versione italiana, cara alla tradizione peninsulare, sarebbe intollerabile. Dunque si canta in tedesco. Con Stéphane Lissner e il suo coordinatore artistico Gaston Fournier-Facio siamo d'accordo di eliminare i dialoghi che ci sono sembrati improponibili anche tradotti”. Parola di Pier Luigi Pizzi.

Die lustige Witwe, “La vedova allegra” per tutti noi “peninsulari” (ma anche per chi vive nelle isole penso e credo), a cento tre anni dal suo fortunatissimo debutto a Vienna, dopo essere approdata in Italia la prima volta proprio a Milano, ma al Teatro Dal Verme, nel 1907 protagonista Emma Vecla, che raggiunta la 500esima replica -e si fa presto a dirlo!- ricevette da Lehar in persona una medaglia di riconoscimento, Anna Glavari, insomma, ha fatto il suo ingresso nell'austera sala del Piermarini. Intendiamoci, l'hanno costretta, quasi forzata. Lei, la Vedova, non ne sentiva di certo l'urgenza continuando a volteggiare nei vortici del valzer in giro per il mondo.

 
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